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mercoledì 13 dicembre 2017

Donnarumma-Milan, è addio a gennaio?


Gianluigi Donnarumma e il Milan di nuovo ai ferri corti: dopo un'estate convulsa e il mal di pancia espresso attraverso l'agente del giocatore, Mino Raiola, c'era stato il lieto fine e la firma di un prolungamento di contratto che sembrava aver blindato il portiere nel ruolo di pietra angolare della nuova squadra rossonera.

Come è stato scritto sulla Gazzetta dello Sporti, nel prolungamento dell’accordo al 2021 depositato in estate in Lega manca l’allegato con la clausola rescissoria. Sembrerebbe un vantaggio per il club, ma una serie di ragioni potrebbero invece indurre la dirigenza a prendere in considerazione la cessione del "pezzo pregiato".

La cerchia del numero 99 rossonero ha inviato un documento ai dirigenti in cui sostiene di essere stato oggetto di pressioni psicologiche, firmando il rinnovo di contratto senza la necessaria serenità. Se dimostrato, la violenza morale che costituisce un vizio del consenso ai sensi dell’articolo 1435 del codice civile determina l’annullabilità del contratto. Una causa non è stata ancora istruita, ma non è da escludere che possa nascere nei prossimi giorni. Questo perché la tensione tra le due parti è arrivata alle stelle: da una parte Raiola e il desiderio di portare Gigio a Parigi, dall'altro il Milan che si fa forte di un contratto firmato solo la scorsa estate e che non ha nessuna intenzione di perdere il suo gioiello a prezzo di saldo. Ma il rischio c'è ed è concreto. Il mistero della clausola rescissoria da 70 milioni, fatta trapelare al momento dell'autografo sull'accordo fino al 2021, sembra giunto ormai a una definizione. In realtà ve ne erano due, con la seconda legata al mancata raggiungimento della qualificazione in Champions League e che sarebbe ammontata alla cifra più considerevole di 40 milioni di euro. Peccato che questa intesa poi non sia stata depositata in Lega, con i giochi che si sono clamorosamente riaperti.

La strategia del super agente è semplice e chiara: già da un paio di mesi sta portando avanti la trattativa con Nasser Ghanim Al-Khelaïfi, presidente del Paris Saint-Germain. Chiedendo l'annullamento del contratto potrebbe portarlo via a parametro zero la prossima estate, incassando una commissione super, ma attenzione al prossimo mercato di gennaio. Il Milan, se la situazione dovesse andare avanti sotto questo copione, si vedrebbe 'costretto' a valutare una cessione anticipata di qualche mese. Perché il sacrificio di un big era già stato messo in preventivo, per far fronte a quelle che saranno le sanzioni della UEFA in materia di Fair-play finanziario. Tanto che ieri L'ad del Milan, Fassone aveva parlato del rischio di cessione di un big a giugno: "Non dipenderebbe dagli accordi con la UEFA, ma se non dovessimo raggiungere i ricavi sperati, in arrivo eventualmente anche dalla Champions, dovremmo rivedere la nostra strategia. Se andassimo in Europa League sarebbe un abbassamento di 30 milioni di euro per fare mercato e quindi potremmo anche decidere di fare cassa". Ma a quale prezzo? Tutto da comprendere, ora che gli accordi presi sono stati messi di nuovo tutti in discussione.

Date le continue minacce degli ultimi giorni esibite tramite mail, pensare a una riconciliazione rapida e di buon senso è auspicabile ma non così scontata. Ormai sembra sempre più chiara la volontà di Donnarumma e dei suoi agenti di non proseguire con il progetto della nuova proprietà cinese.

E non manca un secondo aspetto importante da considerare, rivelato dal Corriere della Sera: in una serie di e-mail giunte a casa Milan firmate da Donnarumma e dal suo staff legale si sostiene che a metà luglio scorso la firma del portiere sia in arrivata dopo una serie di pressioni psicologiche. Nella doppia pagina che apre il giornale di oggi, tutti i possibili sbocchi della querelle - non ancora definibile contenzioso - ma che sicuramente non può lasciare tranquilli club e tifosi. Donnarumma potrebbe finire sul mercato, forse già a gennaio.

Donnarumma nelle idee di Marotta e Paratici rappresenterebbe un'eccezione: giovanissimo, italiano, forte come pochi alla sua età. Ecco perché la Juventus è tornata a sondare il terreno e sarebbe interessata a Donnarumma qualora il Milan scegliesse di cederlo a una cifra congrua a fine stagione, comunicazione arrivata. Ma nonostante gli ottimi rapporti con Raiola, la risposta è stata chiara: Donnarumma ha già detto no e non cambia idea. Messaggio chiaro e netto alla Juventus, nonostante abboccamenti e una corte serrata che va avanti da tempo. Il Milan dovrà chiarire con Mino la questione nel più breve tempo possibile, la Juve intanto ha ricevuto un "no, grazie" da Gigio. Tra PSG, Atlético Madrid e un Milan irrigidito da questa questione, un futuro ancora una volta tutto da scrivere.



venerdì 16 giugno 2017

Clamoroso da Madrid, Cristiano Ronaldo vuole lasciare il Real. E ora c'è un prezzo: 400 milioni



CR7 vuole abbandonare la Spagna E' questo il titolo con cui oggi A Bola, noto giornale portoghese, apre la prima pagina. Secondo il giornale lusitano è una decisione immediata e irrevocabile”. Una scelta, quella del campione d’Europa con club e nazionale, che sarebbe strettamente legata alla situazione relativa al caso di presunta frode fiscale imputato al campione di Madeira dal fisco spagnolo: Ronaldo avrebbe infatti evaso il fisco per una somma pari a 14.7 milioni di euro. Nonostante la società si sia apertamente schierata a suo favore, la volontà del giocatore, secondo quanto riporta A Bola, sarebbe quella di lasciare il Real Madrid.

La decisione di Ronaldo, sempre secondo A Bola, è irreversibile e l'attaccante lo avrebbe addirittura già comunicato anche al presidente Florentino Perez. Nei giorni scorsi il capitano della nazionale portoghese si era detto tranquillo circa la denuncia di frode fiscale. Anche il Real Madrid non ha fatto mancare il suo supporto al campione, scrivendo un comunicato nel quale si dichiara: "Assolutamente convinto dell'innocenza di Ronaldo".

Già sono in corso le valutazioni sulle possibili destinazioni che il portoghese potrebbe scegliere in caso di separazione con il Real Madrid. Sempre secondo Marca, da tempo vicino alle vicende dei Blancos, attualmente solo Manchester United (sarebbe un clamoroso ritorno) e Paris Saint-Germain potrebbero permettersi di acquistare Cristiano Ronaldo, in un operazione che - tutto compreso - potrebbe avvicinarsi a un complessivo di 400 milioni di euro. Da considerare, in più, la possibilità di un assalto da parte di qualche club cinese, che avrebbe disponibilità a sborsare una cifra così importante. Nella lista delle possibili destinazioni, Mundo Deportivo inserisce anche il Manchester City, anche se la presenza di Pep Guardiola raffredda decisamente la pista.  Negli scorsi giorni, sempre A Bola aveva lanciato l'indiscrezione di una pazzesca offerta da 180 milioni arrivata alla Casa Blanca per Cristiano. Manchester United, PSG e Monaco sono le squadre che sarebbero disposte a tutto pur di strappare il portoghese al Real. Ronaldo lontano da Madrid, si prepara "La più grande bomba di mercato del mondo".

Il Real Madrid confida che il portoghese possa cambiare idea e riconsideri l'idea di lasciare il Madrid. Se invece la sua idea dovesse confermarsi quella di andare via, le Merengues non metterebbero i bastoni tra le ruote, a patto di un'offerta adeguata: la richiesta è di 400 milioni.

Anche Nuno Luz, giornalista della televisione portoghese Sic e tra dei massimi conoscitori di Cristiano Ronaldo, intervistato da Radio Marca conferma: "Cristiano ha deciso di non tornare a giocare in Spagna perché ritiene di essere stato trattato male in questa vicenda e che nessuno lo abbia difeso. Con la "Legge Beckham" del 2005 (un decreto legge che prevedeva un'aliquota di tassazione ridotta per i lavoratori stranieri in Spagna con redditi superiori ai 600mila euro annuali, ndr) era stato trovato il modo perché fosse il club a coprire parte dei soldi e Ronaldo è irritato proprio per questo" ed inoltre non si sente tutelato dal Real Madrid. Di questo problema con il fisco non dovrebbe occuparsene lui, ma la società".

Il portoghese, irritato per non essere stato difeso dal club riguardo alle accuse di frode fiscale, avrebbe deciso di partire. La dirigenza non si opporrebbe davanti a un'offerta monstre.

Non è più soltanto una voce isolata quella lanciata questa "A Bola". Sulla rottura tra Cristiano Ronaldo e il Real Madrid piovono conferme da ogni latitudine: si è esposto anche "Marca", il giornale sportivo di riferimento della capitale spagnola, e pure "Sky Sports Uk", dall'Inghilterra, dà pieno credito all'indiscrezione arrivata dal Portogallo. "Cristiano Ronaldo non vuole più giocare in Spagna e sta cercando un altro club. La sua decisione è irrevocabile": il malessere del centravanti portoghese è da ricondurre all'atteggiamento ambiguo tenuto dalla Casa Blanca sulle accuse di evasione rivoltegli dal fisco iberico, con il presidente Florentino Perez che avrebbe fatto pressioni sulla stampa per evitare che sui quotidiani la notizia della frode fosse collegata al Real.

Sebbene abbia fiducia che la situazione si ricomponga quasi da sola con il passare del tempo, il Real non si opporrebbe comunque in maniera netta alla cessione di Ronaldo qualora la sua volontà fosse irremovibile. Certo, il portoghese dovrebbe portare al club un'offerta congrua rispetto al valore del calciatore. Una valutazione che per i blancos si aggira intorno ai 400 milioni di euro. Paris Saint Germain e Manchester United sarebbero le società interessate a Ronaldo.



martedì 16 febbraio 2016

Calciomercato: ultime notizie su Edinson Cavani



Il feeling tra Edinson Cavani e il Paris Saint-Germain non è mai sbocciato del tutto. Al Parco dei Principi, il Matador non è mai riuscito a imporsi come ai tempi del Napoli. Colpa del carisma di Zlatan Ibrahimovic - la cui personalità mette in ombra chiunque gli ruoti attorno - e di una collocazione tattica - relegato sulla fascia destra - che non va a genio all'uruguaiano. Oggi l'Equipe apre con il "nuovo malessere di Cavani". Un mal di pancia evidenziato dopo la panchina di venerdì scorso, alla ripresa della Ligue 1 dopo la sosta natalizia.

Proprio durante il periodo di pausa, in cui il PSG si è allenato a Doha, alcuni senatori della squadra (Thiago Silva, Ibrahimovic, Motta e Matuidi) si sarebbero lamentati dell'atteggiamento di Cavani. Ci sarebbe stato anche un incontro proprio con Blanc, il 30 dicembre, in cui è stata affrontata la questione. Ha ancora un contratto lungo con il club campione di Francia, che scadrà nel 2018, ma il Matador triste a Parigi non riesce a convincere e pensa all'addio.

L’uruguaiano lascerà il Psg: a gennaio l'ad bianconero aveva offerto 20 milioni più Mandzukic, per giugno sul piatto un quadriennale da 7 milioni annui.

Quanto piace Cavani alla Juventus, l’a.d. bianconero Beppe Marotta ha espresso concetti al miele per l’attaccante uruguaiano del Paris Saint Germain: "È un calciatore appetibile. Ma in questo momento non ci stiamo pensando perché ha un ingaggio proibitivo". Nel suo vocabolario è un vorrei, ma (per ora) non posso. E queste frasi vanno a pennello con quanto è accaduto non più tardi di un mese fa, a mercato aperto. In un pourparler con i vertici del club parigino la dirigenza torinese ha aperto ad uno scambio immediato: 20 milioni di euro più il croato Mandzukic per portare subito l’ex del Napoli in bianconero. Il discorso non è andato oltre perché il presidente Al-Khelaifi ha chiuso le porte a qualsiasi movimento nella sessione invernale. Semaforo verde solo alla partenza di Lavezzi per la Cina. Ma è scontato che Cavani in estate avrà il via libera: l’asta è già partita e vede in lizza un bel po’ di superpotenze inglesi.

Anche per questo motivo in corso Galileo Ferraris hanno pensato bene di accelerare i tempi, anche per dimostrare al Matador che la passione della scorsa estate è ancora viva. E non è un particolare da poco per un goleador così ricercato. Ora come ora è legato al Psg sino al 2018 e conta su uno stipendio da circa 8 milioni netti a stagione, più un paio di milioni di bonus. L’idea juventina è quella di proporgli un quadriennale intorno ai 7 milioni netti. Guarda caso lo stesso target proposto nei contatti del maggio scorso, poi vanificati dallo stop dei campioni di Francia. Evidentemente, però, la strategia juventina non è mutata. Nonostante siano cambiati un po’ di volti in attacco. In particolare è sbarcato quel Dybala che ha già fatto impazzire mezza Europa e il manager juventino lo ammette con orgoglio: «Dybala oggi è un giocatore che rientra tra i top player, non passa nella testa della Juve di doverlo cedere. Siamo nella situazione societaria di poter respingere tranquillamente le avances, e direi che l’abbiamo già fatto». In effetti il Barcellona ha già toccato quota 75 milioni, una cifra che non solletica neanche il club di Andrea Agnelli.

Ma l’attacco juventino in realtà è piuttosto mobile e ruota attorno a quello che succederà con Morata: il Real Madrid ha mandato un messaggio preciso, lasciando trapelare la volontà di riprendersi il centravanti in estate versando la cifra della clausola (30 milioni). Tuttavia il ritorno di Alvaro in terra spagnola è tutt’altro che scontato. Nel frattempo la Juventus si è guardata intorno per capire cosa offre il panorama e il frutto più dolce è Edinson Cavani. «Giocatore appetibile»: con questa definizione Beppe Marotta ha di fatto aperto il fronte estivo in anticipo, pur con tutti i distinguo del caso.


La rigorosa incedibilità della Joya fa da contraltare ai concreti dubbi sul futuro in bianconero di Alvaro Morata. Il recente sblocco Fifa del mercato estivo del Real ha fatto tornare d’attualità quella clausola di recompra per cui Florentino Perez può riprendersi il giocatore, sborsando 30 milioni di euro: a prescindere da quale maglia poi vestirà nella prossima stagione. È molto verosimile che il castigliano emigri, poi, in Premier, garantendo una buona plusvalenza alla società-madre. Insomma la Juve su questo versante ha poco da dire, ma può evidentemente far conto sui 30 milioni della sua cessione. Ed è il motivo per cui si sta attrezzando per individuare un partner d’élite per Dybala. Tenendo conto che c’è già un’intesa di massima con il Sassuolo per l’acquisto del talentuoso Domenico Berardi. A prescindere dall'importante gol contro il Napoli, intanto, il suo gemello Simone Zaza sta scalando in maniera importante le gerarchie per l’attacco. La prova indiretta viene proprio da quella disponibilità a privarsi di Mandzukic se il clamoroso scambio fosse andato in porto.



giovedì 23 gennaio 2014

Juventus e Milan neli primi dieci club più ricchi d’Europa




Il Real Madrid è primo, per il nono anno consecutivo. Seguono – nell’ordine – Barcellona, Bayern Monaco, Manchester United e Paris Saint Germain. E per trovare un’italiana bisogna arrivare al nono posto, dove c’è la Juventus.

Diverse sorprese nella «Football Money League 2014» di Deloitte. Il Real Madrid, con un fatturato pari a 518,9 milioni, è il leader indiscusso per il nono anno consecutivo e ha battuto il precedente record di otto anni del Manchester United. La leadership del Real è sostenuta da entrate commerciali di 211, 6 milioni, in aumento di 7,8 milioni (+4% nel 2012/13), e 188,3 milioni di diritti televisivi, in aumento di 5,7 milioni (+3%). Il Barcellona mantiene il secondo posto con ricavi stabili a 482,6 milioni.

«Il Real Madrid - ha sottolineato Dan Jones, Partner dello Sports Business Group di Deloitte - si conferma il club calcistico più grande del mondo nonostante una stagione 2012/2013 senza trofei. Inoltre, considerando le difficili condizioni economiche della Spagna, l'abilità del Real Madrid di generare ricavi commerciali sia sul mercato nazionale che internazionale è stata sicuramente la chiave del suo successo. Il gap con i rivali del Barcellona (campioni di Spagna e secondi nella Money League) è aumentato a € 36 milioni. Entrambi i club spagnoli godono infatti della possibilità di negoziare individualmente i compensi derivanti dai propri diritti televisivi, il che è sicuramente un vantaggio fondamentale rispetto ai loro pari europei».

Il Bayern Monaco sale sul podio grazie ad una stagione vincente in tutte le competizioni sorpassando il Manchester United. Il dominio del club tedesco nel 2013, sia in patria che in Europa, è la chiave della sua ascesa al terzo posto con una crescita dei ricavi di 62,8 milioni euro (+17%) raggiungendo quota 431 milioni. Austin Houlihan, Senior Manager dello Sports Business Group di Deloitte, ha spiegato: «La stagione vincente del Bayern ha contribuito ad un ulteriore incremento dei ricavi commerciali che ammontano a 237 milioni (+18% rispetto allo scorso anno). La vittoria della Champions League dell' anno scorso ha portato nelle casse dei bavaresi più di 55 milioni di euro non considerando il fatto che i tedeschi continuano a far registrare il tutto esaurito nelle gare casalinghe all'Allianz Arena guadagnando in media 3,4 milioni a partita. Ed è prevista un'ulteriore crescita per il 2013/2014 grazie all'estensione dei contratti esistenti con Lufthansa e Coca Cola e al rinnovo della sponsorizzazione sulle magliette da gioco di Deutsche Telekom».

Nonostante la posizione persa dal Manchester United (che ha fatturato nel 2013 423,8 milioni), il grande numero di contratti pubblicitari recentemente chiusi dal club incrementerà fortemente i ricavi, riportando il club sul podio nella prossima stagione.

Per quanto riguarda le altre 5 squadre inglesi presenti nella Top20, le perfomance migliori le ha registrate il Manchester City raggiungendo la sesta posizione, superando per la prima volta i rivali del Chelsea (7°) e dell' Arsenal (8°) grazie ai ricavi pubblicitari. Il più grande balzo in avanti di quest'anno è stato quello del Paris Saint-Germain che entra nella Top 5.

Il club francese ha quasi quadruplicato il proprio fatturato in 3 anni raggiungendo i 398,8 milioni di euro, con addirittura 255 milioni di ricavi commerciali che sono considerati la singola fonte di fatturato più alta di tutti i tempi per una squadra di calcio. Ha spiegato ancora Houlihan: «Il Psg è il club che ha registrato la più grande crescita assoluta e relativa di tutti i club della Money League quest'anno. Sono gli unici rappresentanti del proprio Paese nella Top20 e ci aspettiamo di vederli ai vertici di questa classifica anche negli anni a venire grazie al supporto dei loro ambiziosi proprietari del Quatar e dalle consistenti entrate commerciali. L'ingaggio di David Beckham per la seconda parte della stagione 2012/2013 è servito ad incrementare l'immagine del club in tutto il mondo. È doveroso sottolineare come il successo commerciale fuori dal campo si sia tradotto in migliori prestazioni sul terreno di gioco, vincendo il loro primo Championnat dopo 19 anni».

Grazie al loro successo nelle competizioni europee, il Galatasaray e il Fenerbahce sono le new entry della Money League di quest'anno. Per la prima volta dal 2005/2006 che due squadre fuori dalle Big5 Europee riescono ad entrare in questa speciale classifica. Houlihan ha spiegato: «Nonostante il dominio delle squadre appartenenti ai primi 5 campionati, la presenza delle due squadre turche nella Money League, assieme ai brasiliani del Corinthians, evidenzia il trend di crescita molto positivo fatto registrare dai paesi emergenti anche nell' industria calcio».

L'analisi "Football Money League 2014 realizzata da Deloitte prende in considerazione i dati relativi alla stagione 2012/2013, escludendo le plusvalenze da cessioni.Tutti i Top30 di quest'anno l'Inghilterra è rappresentata da 8 club, l'Italia da sei, la Germania da cinque, la Spagna da 4, la Turchia da due, la Francia da 2, il Brasile, l'Olanda e il Portogallo da 1.


E le italiane? La Juventus (272,4 milioni) guadagna quattro posizioni, balzando al nono posto, superando il Milan (263,5), che passa dall’ottavo al decimo posto, e Inter (168,8), crollata dall’11esimo al 15sima piazza.  Senza gli incassi di Champions, sprofonda anche il Napoli (116,4), dal 16 al 22 posto.
Infine entrano in classifica le due squadre della Capitale: Roma (19esima con 124,4milioni) e Lazio (28esima con 106,2). Nella sfida tra campionati, la Premier League mantiene il primato con 4 squadre piazzate nella top ten. A ruota seguono Liga e Serie A, con 2 squadre a testa.



lunedì 15 luglio 2013

Edinson Cavani, contratto fantastico al Paris Saint-Germain per il campionato francese



Camicia verde militare borsa a tracolla e occhiali da sole. Pareva un turista come tanti altri Edinson Cavani, al suo arrivo a Parigi con un volo Air France da San Paolo del Brasile. Invece, stava per firmare il contratto più ricco della storia del campionato francese, dieci milioni all'anno per cinque anni, con la consacrazione di Leonardo e del patron qatariota del Paris Saint-Germain, Nasser al-Khelaifi.

Il 'Matador' è stato accompagnato all'ospedale della Pitié Salpetrière per le visite mediche, prima in chirurgia e poi in medicina d'urgenza, sotto l'occhio vigile del dottor Eric Rolland, uomo di fiducia del club parigino. Tappa successiva, la sede del Paris Saint-Germain, al Parco dei principi, dove avrebbe definito gli ultimi dettagli e firmato il principesco contratto quinquennale. Dichiarando così l'ufficializzazione dell'acquisto più caro di sempre per una squadra di Ligue 1,64 milioni di euro, quattro in più di quanto il Monaco del magnate russo Dmitri Rybolovlev ha speso per il colombiano Radamel Falcao.

Nel frattempo, la macchina del Psg si è già attivata per organizzare una presentazione in grande stile, fissata per domani pomeriggio alle 16, probabilmente con tanto di sfilata sotto la Tour Eiffel, come si fece l'anno scorso per Zlatan Ibrahimovic. L'importanza dell'evento è tale che il presidente al-Khelaifi avrebbe anticipato a stasera il suo ritorno dal Qatar, per poterne essere il maestro di cerimonia. Il mercato dei parigini, però, non si chiude certo con Cavani.

Nella lista dei desideri della dirigenza e del neo allenatore ci sarebbero infatti altri nomi di spicco, tra cui il nazionale francese e due brasiliani trapiantati a Roma, il laziale Hernanes e il romanista Marquinhos. Ipotesi che per ora non hanno trovato conferme ufficiali, ma che hanno fatto e faranno chiacchierare molto da un lato e dall'altro delle Alpi.



sabato 6 luglio 2013

Pillole di calciomercato del 6 luglio 2013


Balotelli è un simbolo e una icona del Milan del nuovo corso: per questo l'amministratore delegato Adriano Galliani lo considera incedibile, anzi 'incedibilissimo'. L'occasione per ribadire la centralità del campione nel progetto rossonero arriva dalla presentazione del nuovo top sponsor, la Banca Popolare di Milano al fianco della squadra per i prossimi tre anni. Galliani fa il punto sul mercato, annuncia l'arrivo di Poli anche se ancora manca l'ufficialità che dipende dall'accordo tra la Sampdoria e Salamon. Proprio ieri Mario Balotelli aveva rilasciato un'intervista nella quale diceva: "Siamo forti, ma per competere a livello europeo servono dei rinforzi. Io vorrei Ibrahimovic. Sul nuovo cambio di modulo? Vorrei fare la punta centrale, anzi voglio farla".

Oggi arrivano le parole di Galliani: "Mario lo sento spesso. Noi pensiamo di avere una buona squadra. Stiamo cercando di ringiovanire sempre di più. I quattro giocatori che sono arrivati sono più giovani di quelli che hanno sostituito. Stiamo diventando una delle squadre più giovani d'Europa. La linea è questa, simile a quella dell'Arsenal. Anche l'attaccante che potrebbe sostituire Robinho sarà giovane". "Ieri - spiega - abbiamo mandato al Santos le nostre condizioni con un po' di sconto. Siamo scesi sotto i dieci milioni, vediamo prima del 15 quando chiude il mercato in Brasile". Honda? "E' più un trequartista, al posto di Robinho arriva un attaccante". L'amministratore delegato vede un Milan agguerrito e pronto per affrontare la prossima stagione, privo di qualsiasi sudditanza psicologica nei confronti della Juventus. "La squadra - sottolinea - sarà questa, abbiamo tre portieri, nove difensori, 8 centrocampisti e 5 attaccanti. Siamo competitivi. Con Zapata abbiamo fatto un investimento importante".

"Lunedì a Milanello ci sarà anche Berlusconi, un segnale importante il fatto che sia di fianco al tecnico per far capire che c'é grande coesione e unità d'intenti". Lo ha detto Adriano Galliani alla presentazione dell'accordo di sponsorizzazione con la BPM. "Il mio rapporto con il presidente non è in discussione", ha aggiunto l'ad rossonero.

Derby londinese per Miralem Pjanic: sulle tracce del centrocampista bosniaco ci sono Arsenal e Tottenham. Secondo il Daily Mail sono però gli Spurs in vantaggio, grazie ad un'offerta già presentata alla Roma che si aggira sui 25 milioni di euro. Pjanic è stato seguito per tutta la stagione dagli emissari di André Villas-Boas che l'ha indicato come primo obiettivo per rinforzare il centrocampo di White Hart Lane. Ma c'è un altro club di Londra interessato al centrocampista giallorosso, è l'Arsenal che già nel 2011 - quando ancora Pjanic giocava nel Lione - aveva cercato di bruciare sul tempo la Roma. A distanza di due anni i Gunners - scrive il Daily Telegraph - ci riprovano, anche se la tratattiva con i dirigenti giallorossi è appena cominciata.

Ishak Belfodil è dell'Inter. L'attaccante algerino naturalizzato francese arriva dal Parma al club nerazzurro con un accordo di partecipazione. Ha firmato un contratto quinquennale che lo legherà all'Inter fino al 2018. Subito dopo la firma del contratto - si legge sul sito dell'Inter - l'attaccante ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti: "L'Inter è una grande squadra, sono veramente felice e spero di fare molto bene qui. Saluto tutti i tifosi nerazzurri".

Potrebbe arrivare tra lunedì e martedì della prossima settimana l'annuncio ufficiale dell'acquisto di Edison Cavani da parte del Paris Saint-Germain. Secondo quanto riportato da Sportmediaset, infatti, il ds dei transalpini Leonardo è infatti tornato a Parigi con la bozza dell'accordo con il Napoli per 63 milioni di euro e nel week-end dovrebbe incontrare i procuratori di Cavani, Triulzi e Anellucci, per chiudere anche la parte dell'accordo con il giocatore uruguayano che, secondo le cifre circolate in Francia, potrebbe arrivare a guadagnare, tra ingaggio base e bonus, dieci milioni di euro a stagione. Cavani potrebbe giocare proprio a Napoli una delle sue prime partite in maglia azzurra: il 30 luglio, infatti, il Napoli ha in calendario un'amichevole con il Paris Saint Germain al San Paolo. Intanto il direttore sportivo Bigon si starebbe già attivando per trovare un sostituto al 'Matador': al primo posto della lista ci sarebbe il bosniaco Dzeko che ha l'approvazione del tecnico Benitez e potrebbe lasciare il Manchester City.

mercoledì 13 giugno 2012

Thiago Silva resta al Milan ?



Il canale tematico rossonero Milan Channel ha mostrato ai suoi telespettatatori un'eloquente foto che ritrae Thiago Silva e Silvio Berlusconi, con l'esplicita didascalia: "Presidente, noi la preghiamo: lo tenga!". Nelle ultime ore sembra farsi largo l'ipotesi di un ripensamento: il difensore brasiliano potrebbe restare, nonostante i 42 milioni più bonus offerti dal Paris Saint-Germain e, nonostante in Francia 'Le Parisien' pubblichi queste parole di Berlusconi: "Non posso fare altro che venderlo, i conti non sono buoni".
Leonardo ha confermato che il Milan non ha ancora preso una decisione: "Non hanno ancora deciso di venderlo - ha spiegato - La trattativa è ancora aperta e non si è parlato di altri giocatori". Dunque l'ipotizzata doppia offerta per Thiago e Ibrahimovic non ci sarebbe stata.

Intanto Milan Channel, canale ufficiale rossonero, ha mostrato ai suoi telespettatori un'eloquente foto che ritrae Thiago Silva e il Presidente Berlusconi con la esplicita didascalia: "Presidente, noi la preghiamo: lo tenga!".
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