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lunedì 18 settembre 2017

Calcio Genoa: Pietro Pellegri, storia di un predestinato


È il giocatore più giovane ad aver esordito in Serie A, ed il più giovane autore di una doppietta in Serie A.

Primo minuto della ripresa di Genoa-Lazio. Pietro Pellegri prende un colpo deciso da uno dei migliori difensori della Serie A, Stefan De Vrij, cade a terra per un istante e come una molla scatta in piedi pronto per continuare a giocare, senza fare un fiato. È in quel momento che Pellegri, 16 anni e un talento sconfinato, fa vedere come gioca. Prima ancora di segnare due gol sotto la Gradinata Nord («Ho realizzato un sogno . Un gol lo dedico ai tifosi, perché io sono genoano come loro. E uno per il mio papà"») e di spingere un po' più in là i limiti del calcio italiano ed europeo. Faccia da teenager, braccia tatuate e fisico da attaccante già strutturato, nella notte di Pellegri ci sono due record di precocità mica male: con i suoi 16 anni e 184 giorni è il più giovane calciatore capace di segnare una doppietta in Serie A, lui che aveva eguagliato Amedeo Amadei con l'esordio in campionato a 15 anni e 280 giorni; Pellegri è anche il più giovane ad avere realizzato due o più gol nella stessa partita di uno dei cinque maggiori campionati d'Europa dal 2000 a oggi.

Con la doppietta alla Lazio è entrato nella storia del calcio italiano: è il giocatore più giovane (16 anni e 184 giorni) ad aver segnato una doppietta in Serie A. Battuto il record di Piola (17 anni e 104 giorni), che era stato stabilito nel 1931.

 Con il debutto in Serie A in Torino-Genoa del 22 dicembre 2016, Pietro Pellegri - nato il 17 marzo del 2001 - è diventato il più giovane giocatore della storia ad esordire in Serie A. 15 anni e 280 giorni per eguagliare il record del romanista Amedeo Amadei (apparteneva al 1937). Il suo nome, già prima di esordire in Serie A, circolava in giro e la descrizione era sempre la stessa: "Questo è un fenomeno". E lui, che ha giocato praticamente sempre da sotto età, segnava caterve di gol in tutte le categorie, dopo essere cresciuto nella Pegliese, società del quartiere Pegli di Genova. Nel giorno del ritiro di Totti, all'Olimpico di Roma, si presentò (alla sua prima da titolare) con un gol al terzo minuto. Era l'ultima giornata dello scorso campionato e aveva appena segnato un altro ragazzo del nuovo millennio, quel Kean che andò in gol in Bologna-Juve. Pietro si prese di invidia e ammutolì l'Olimpico. Ora, non solo ci sono i gol dei giocatori nati nel nuovo millennio, ma ci sono anche le doppiette. E al secondo gol alla Lazio, realizzato in spaccata da grande campione, non ha trattenuto le lacrime papà Marco Pellegri, team manager del Genoa scelto da Juric ad aprile, dopo il suo ritorno sulla panchina ligure. Marco, che ha giocato nel Genoa fino ai Giovanissimi, portava il figlio agli allenamenti. Pietro si è innamorato del Genoa e porta il numero (64) del padre sulle spalle.

Pellegri il primo gol in campionato lo aveva segnato il 28 maggio scorso all'Olimpico, contro la Roma, nel giorno dell'addio al calcio giocato di Francesco Totti. In molti interpretarono quella rete come un segno del destino, un passaggio di consegne tra passato e futuro. Tre mesi e mezzo dopo, i numeri di questo ragazzo di Genova fanno impressione: nei 131 minuti giocati in Serie A l'ha già messa dentro tre volte, un gol ogni 43 minuti. E ora che Lapadula è fuori per infortunio Juric potrebbe dargli più spazio.

L'Italia ha trovato il suo Mbappé? Il paragone non è azzardato, visto che all'età di Pellegri il francese aveva giocato una manciata di minuti in Ligue 1 con il Monaco e un paio di partite nelle coppe. Il Milan ha fiutato l'affare e con un rapido blitz nelle ultime ore del calciomercato estivo ha messo le basi per concludere l'acquisto a gennaio, approfittando dei problemi dell'Inter che voleva prenderlo in coppia con Salcedo. Ma le altre big del campionato tengono d'occhio la situazione. Intanto se lo gode Juric: «Non è una sorpresa, con lui lavoriamo da tempo. Quando è arrivato in prima squadra era molto grezzo, gli stiamo insegnando i movimenti e a giocare anche con il sinistro. Ha margini di crescita allucinanti». Pellegri segna e cresce anche se, a dire il vero, un piccolo rimpianto ce l'ha: «Non posso neanche vantarmi a scuola perché ho l'insegnante privato e studio di pomeriggio».


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