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giovedì 17 agosto 2017

Il VAR ecco come funziona



La Serie A 2017/18 passerà alla storia del calcio italiano come il primo campionato in cui gli arbitri saranno affiancati dal VAR (Video Assistant Referee), la moviola in campo introdotta dalla FIFA già nei mesi scorsi in alcune competizioni internazionali.

La filosofia del VAR, riguarda il principio di “interferenza minima-massimo vantaggio”. Ciò significa che è sempre l’arbitro e non il VAR a prendere la decisione finale, compresa quella di stabilire che non sia stato commesso alcun errore e quindi non serva l’uso della tecnologia. Il principio è quello di correggere errori chiari ed incidenti gravi non rilevati che possano incidere sul risultato della gara.

I QUATTRO CASI- Lo scopo dell'utilizzo del VAR è duplice: correggere decisioni chiaramente sbagliate o segnalare episodi gravi o importanti sfuggiti all'occhio dell'arbitro. Dunque non sarà applicabile ad ogni situazione di gioco, ma solo a quattro tipologie di eventi:

1 Valutazione della regolarità di una rete che comprende anche i casi di fuorigioco;

2 Assegnazione o no di un calcio di rigore;

3 Espulsioni dirette(non per seconde ammonizioni);

4 Scambio di identità tra giocatori.

La procedura di applicazione del VAR prevede tre passaggi:
- Si verifica un episodio
- Si analizza l'episodio tramite VAR
- Si adotta un provvedimento

In ogni caso il VAR viene adottato solo dopo che l’arbitro ha preso una decisione (incluso il permesso di proseguire il gioco) o se un episodio importante non è stato visto dallo stesso arbitro e dai suoi collaboratori.

COS'E' IL VAR?
Il VAR è un sistema di supporto all'arbitro mediante l'impiego di strumenti tecnologici (tv, in parole semplici) sotto la supervisione di due assistenti. L'utilizzo del VAR è stato approvato dall'IFAB (International Football Association Board) nel giugno 2016. Dopo una serie di esperimenti, la FIFA ne ha annunciato l'impiego in occasione del Mondiale 2018 in Russia. In Italia l'ok definitivo allo sbarco del VAR in Serie A è arrivato nel mese di giugno 2017, con contestuale abolizione degli addizionali (gli arbitri di porta).

E' nel secondo passaggio che si concretizza l'impiego del VAR, che potrà avvenire in due modi diversi: l'arbitro potrà fidarsi del parere degli assistenti addetti al VAR o potrà chiedere di visionare in campo le immagini dell'episodio incriminato (in tal caso lo segnalerà a beneficio del pubblico indicando con le mani la forma di uno schermo).

CHI CHIEDE L'UTILIZZO DEL VAR?
Il ricorso al VAR potrà avvenire sia in caso di richiesta diretta da parte dell'arbitro (indeciso su una chiamata), sia su segnalazione da parte degli assistenti qualora sia stata presa una decisione chiaramente sbagliata.

L'impiego del VAR non potrà essere invocato in alcun modo da calciatori, staff tecnico e dirigenziale delle squadre coinvolte: sono previste sanzioni in caso di richieste plateali o di interferenze con l'arbitro durante l'analisi video.

CHI PRENDE LE DECISIONI?
Sarà sempre l'arbitro ad avere l'ultima parola su qualunque decisione. Il supporto tecnologico avrà l'effetto di cambiare il suo verdetto soltanto in caso di errori evidenti, palesi. In tutte le altre situazioni continuerà ad avere priorità il provvedimento adottato dal direttore di gara. I casi dubbi, insomma, resteranno casi dubbi.

CHI SONO GLI ADDETTI AL VAR?
Un arbitro in campo, due arbitri davanti allo schermo. In Serie A gli assistenti assegnati al VAR saranno arbitri in attività e prenderanno il posto degli addizionali di porta, non più necessari. In fase di designazione saranno resi noti anche i nomi degli arbitri responsabili del VAR.

SI DICE 'IL VAR' O 'LA VAR'?
VAR è acronimo di Video Assistant Referee. Nel linguaggio popolare, erroneamente, si è diffuso l'utilizzo della formula al femminile. 'la VAR'. L'espressione corretta, come confermato anche dal responsabile italiano del progetto (l'ex arbitro Roberto Rosetti), è invece quella al maschile: chiamatelo 'il VAR'. E sempre Rosetti, ha parlato a Coverciano anche di come e quando verrà utilizzata durante una partita: "E' giusto di fronte ad errori evidenti che noi vediamo in tv o su una smarthpone che in tempi moderni si possa intervenire, dando all'arbitro la possibilità di rimediare. C'è un protocollo internazionale scritto dall'Ifab che è molto rigido e che va seguito. Il campo d'azione del VAR riguarda tre situazioni tecniche e una amministrativa. Le situazioni tecniche sono innanzitutto le reti: tutti i gol vengono controllati vedendo se ci sono eventuali infrazioni nella segnatura di un gol; la seconda situazione riguarda i calci di rigore, persi o assegnati in modo chiaramente errato, la terza situazione è relativa ai rossi, sui falli gravi di gioco e violenza. La quarta situazione è un discorso amministrativo che è lo scambio di persona, quando viene ammonito o espulso un giocatore ma in realtà il provvedimento dovrebbe riguardare un altro giocatore".




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