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giovedì 17 luglio 2014

Juventus Allegri: 'Conquisterò i tifosi



Dopo la conferenza stampa tenuta allo Juventus Stadium, Massimiliano Allegri, nuovo allenatore della Juventus, si è recato per la prima volta a Vinovo, per conoscere la squadra. Ad accompagnare Allegri c'è l'ad Beppe Marotta.

Emozionato ma concentrato sul progetto, ecco le prime parole di Allegri: "Sono felice ed emozionato. E' stato un fulmine a ciel sereno quando ieri sono stato contattato dalla società. Da domani inizierò a lavorare per andare incontro ad una stagione importante, possibilmente vincente, e per far questo dobbiamo continuare sulla linea guida della cultura del lavoro che la Juventus ha messo in piedi negli ultimi 3 anni. Ho ereditato una squadra che ha vinto per 3 anni.

Tifosi criticano? E' normale perchè è cambiato un allenatore che aveva fatto bene. Ho fatto 4 anni di Milan e quindi credo di essere pronto per proseguire quanto di buono fatto negli ultimi anni e magari migliorare.

Pirlo? Con Andrea ho un grande rapporto. Precisiamo. Non ci siamo sentiti perché fino a due ore fa non ero ancora l’allenatore juventino. Era ed è un campione. Nel mio anno al Milan ha avuto una serie di infortuni e poi ha fatto fatica a rientrare. Alla fine è successo e avevamo preso io, Andrea e la società quella decisione insieme. Sono fortunato a ritrovare Pirlo fra di noi non ci sono stati problemi e dopo 3 anni lo ritrovo da allenatore. Il suo ruolo è davanti alla difesa, in quell'anno è rientrato con una struttura definita e mi serviva che giocasse lì, il suo ruolo è quello di perno davanti alla difesa.

Io devo sfruttare al meglio i miei giocatori. Dobbiamo creare i presupposti per vincere, giocare a 3 o a 4 non cambia. In Europa ci sono i grandi club con fatturati immensi. Dobbiamo vedere l’esempio dell’Atletico: abbiamo il dovere di fare una grande Champions. Credo prima di tutto che la Juventus meriti di entrare nelle prime otto d'Europa. Allenare la Juventus è uno stimolo, il quarto scudetto di fila non sarà semplice, ma voglio soprattutto fare un'ottima Champions.

Evra è un giocatore che non si discute, uno di caratura internazionale. Morata è un giovane del Real Madrid: ha le potenzialità per diventare un campione. A livello tecnico posso dare un semplice giudizio positivo. Pogba e Vidal sono fondamentali, sono contento di allenarli. Squadra a secco di motivazioni? Non credo. Nel dna juventino non esiste questa parola. Come diceva l’avvocato "la prossima vittoria è sempre la più bella"".

Beppe Marotta e Massimiliano Allegri si presentano in conferenza stampa per la presentazione del tecnico. Il primo a prendere la parola è proprio l'ad bianconero che prima di tutto ha ringraziato il lavoro svolto da Antonio Conte: "La giornata di ieri, con la chiusura dell'esperienza di Antonio Conte da allenatore con la Juventus. Un'esperienza assolutamente straordinariamente positiva, perché quello che è stato fatto in questi tre anni è qualcosa di indimenticabile, qualcosa di storico. Abbiamo dovuto agire alla svelta e alla fine abbiamo valutato Max Allegri come il profilo più adatto a prendere le redini del nostro progetto tecnico. Allegri ha fatto bene al Sassuolo, a Cagliari è arrivato perfino a vincere il premio come miglior allenatore nonostante stesse allenando una realtà non così grande come quelle delle grandi piazze. Ieri si è vissuto un epilogo strano. Abbiamo tentato in tutti i modi di tenerci stretto Antonio Conte. Lo riteniamo un allenatore vincente e ha contribuito in prima persona in questi tre anni vittoriosi. Però nel confronto che abbiamo avuto con lui, da una parte c'era la volontà della società, dall'altra la sua volontà di avere un anno di pausa. C'erano motivi personali che non sto a raccontare, ma eravamo d'accordo e abbiamo usato proprio la risoluzione consensuale per questo motivo. Nessun giocatore ha chiesto un confronto con la società. Sono tutte falsità anche perchè io ho comunicato direttamente ai nostri giocatori la decisione presa con Antonio Conte.
Capisco la posizione dei tifosi, ma devono essere certi che la Juve è una società seria, che sceglie con oculatezza. Ha un blasone, un palmares, tante vittorie. Bisogna avere ottimismo: tutti daranno il massimo per continuare  a vincere. Vidal? È un giocatore della Juve, mai messo in vendita, nonostante sia molto richiesto. Sarà uno dei principali attori della squadra. Poi sapete che da una parte c’è la società, dall’altra c’è il giocatore. Che decide sempre il suo futuro. Ma siamo tranquilli: vuole continuare alla Juve, è felice. Siamo contenti di trattenerlo. Iturbe? Abbiamo avuto dei confronti con il Verona, ma a seguito di questo cambiamento repentino anche i nostri obiettivi sono cambiati".

Il web, è già in rivolta alla notizia dell'accordo con Massimiliano Allegri. Spopolano gli hashtag #NoAllegri e #AddioConte che racchiudono soprattutto la perplessità per la partenza di un allenaotre che ha costruito un progetto vincente e l'arrivo di colui che, soprattutto, ha reso impossibile la permanenza al Milan di Andrea Pirlo vero e proprio idolo bianconero.

E' stata talmente travolgente e vincente la campagna triennale di Antonio Conte sulla panchina della Juventus, da far dimenticare a molti tifosi bianconeri la storia stessa del loro club. Di seguito, su Juvemania, un piccolo ABC per i tanti tifosi bianconeri che in queste ore si stanno stracciando le vesti per un cambio di allenatore, dimenticando che la storia vincente della Juventus l'hanno fatta soprattutto i grandi campioni che hanno vestito la maglia bianconera e la forza della società, più che gli allenatori.

La Juventus vince da 117 anni: 114 anni senza Conte e 3 anni con Conte, che da parte sua invece finora ha vinto solo con la Juventus, prima da giocatore e poi da allenatore.

Diceva Platini, quando di mestiere faceva il numero 10 della Juventus: "Un allenatore conta al massimo per il 15-20% sul valore totale di una squadra. Sono i campioni in campo a fare veramente la differenza". Vale anche per Conte.


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